Salta al contenuto principale

Impact srl

Speak Lab: un percorso di comunicazione su misura

Speak Lab: un percorso di comunicazione su misura

C’è un momento in cui quasi tutti se ne rendono conto.
Hai preparato il discorso. Conosci perfettamente l’argomento. Hai raccolto dati, esempi, idee.
Eppure, quando arriva il momento di parlare, qualcosa non funziona come avevi immaginato. Le parole escono, ma il messaggio non arriva.

La verità è che, nella maggior parte dei casi, il problema non è cosa dici. È come lo dici.

Il public speaking non è un talento riservato a pochi. È una competenza che si può imparare, allenare e migliorare. E oggi è una competenza sempre più richiesta, non solo sul palco di una conferenza, ma durante una riunione, una presentazione online, un colloquio, una video call con un cliente o un semplice intervento davanti ai colleghi.

Quando bastano venti secondi per capire da dove iniziare.

Sono esattamente i temi su cui abbiamo lavorato nello Speak Lab, il laboratorio dedicato al public speaking proposto dal Laboratorio Aperto Rimini Tiberio, organizzato da Impact e condotto da Lino Sbraccia  e Daniele Stefanelli.

Fin dall’inizio abbiamo scelto un approccio molto semplice.

Nessuna lunga introduzione teorica.

La prima richiesta rivolta ai partecipanti è stata:

“Chi sei e cosa vorresti migliorare nel tuo modo di comunicare?”

Tempo a disposizione: 20 secondi.

Sembra un esercizio banale.

In realtà è uno dei più efficaci.

In quei pochi secondi emergono immediatamente le difficoltà più comuni:

  • l’emozione prende il sopravvento;
  • il messaggio non è chiaro;
  • si tende a parlare troppo velocemente;
  • si cercano continuamente le parole giuste;
  • lo sguardo si abbassa;
  • il tempo sembra scorrere molto più velocemente del previsto.

Da quei primi venti secondi è iniziato il lavoro di tutto il laboratorio.

Prima ancora delle parole: creare le condizioni per essere ascoltati

Oggi gran parte della comunicazione avviene online.

Eppure basta partecipare a qualche videoconferenza per rendersi conto che spesso trascuriamo elementi fondamentali.

Durante il laboratorio abbiamo lavorato su una semplice checklist che richiede meno di un minuto ma cambia completamente la qualità della comunicazione:

  • qualità dell’audio;
  • illuminazione;
  • inquadratura;
  • sfondo;
  • posizione della videocamera.

Ogni partecipante ha potuto verificare immediatamente la differenza attraverso prove pratiche prima e dopo gli interventi.

Perché vedere l’effetto di un piccolo cambiamento è molto più efficace che limitarsi a sentirne parlare.

Una struttura semplice rende ogni messaggio più forte

Molte persone pensano che parlare bene significhi improvvisare.

In realtà i comunicatori più efficaci seguono quasi sempre una struttura molto precisa.

Durante Speak Lab abbiamo costruito un modello semplice ma estremamente versatile:

  • un’apertura capace di catturare l’attenzione nei primi dieci secondi;
  • un messaggio centrale facilmente memorizzabbile;
  • due o tre idee fondamentali sviluppate con chiarezza;
  • una conclusione che lasci un ricordo, un’emozione o un invito all’azione.

Quando una presentazione è ben costruita, chi ascolta fatica meno a seguirla e ricorda molto di più.

La voce: uno strumento che spesso sottovalutiamo

Le parole rappresentano solo una parte della comunicazione.

Il modo in cui vengono pronunciate cambia completamente il loro effetto.

Per questo una parte importante del laboratorio è stata dedicata alla voce:

  • imparare a utilizzare le pause invece dei classici “ehm…”;
  • rallentare quando serve;
  • dare enfasi alle parole davvero importanti;
  • usare il silenzio come elemento di autorevolezza.

Molti partecipanti hanno scoperto che non serve parlare di più.

Serve parlare meglio.

La pratica vale molto più della teoria

La filosofia di Speak Lab è semplice:

30% teoria. 70% pratica.

Ogni partecipante ha avuto la possibilità di parlare più volte davanti al gruppo.

Ogni intervento è stato seguito da un feedback strutturato secondo una regola molto precisa:

  • due aspetti particolarmente efficaci;
  • un suggerimento concreto di miglioramento.

Non giudizi.

Non critiche.

Ma osservazioni costruttive che permettono di migliorare immediatamente il tentativo successivo.

È proprio questo il momento in cui avviene l’apprendimento.

Perché il feedback diventa uno specchio attraverso il quale ciascuno scopre qualità che spesso non immaginava di possedere e individua piccoli cambiamenti capaci di produrre grandi risultati.

 

La seconda giornata: i protagonisti diventano i partecipanti

Nel secondo incontro il ruolo dei docenti è passato in secondo piano.

I veri protagonisti sono stati i partecipanti.

Ognuno ha presentato un discorso preparato applicando le tecniche e le strutture apprese durante la prima giornata.

È stato il momento in cui la teoria ha lasciato definitivamente spazio all’esperienza.

Ogni intervento è stato seguito da quella che abbiamo chiamato una “doccia di feedback”.

I partecipanti hanno condiviso ciò che li aveva colpiti, emozionati e convinti, indicando allo stesso tempo quali aspetti avrebbero potuto rendere il messaggio ancora più incisivo.

È stato interessante osservare come, nel giro di pochi giorni, persone inizialmente molto titubanti abbiano acquisito maggiore sicurezza, una struttura più solida e una presenza decisamente più efficace.

Non perché fosse sparita l’emozione. Ma perché avevano imparato a gestirla.

Il public speaking è un viaggio, non una destinazione

Non esiste il discorso perfetto.

Esiste il discorso migliore rispetto a quello pronunciato il giorno prima.

È questo lo spirito di Speak Lab.

Allenarsi, sperimentare, ricevere feedback, provare ancora.

Perché comunicare bene significa creare connessioni, trasmettere fiducia, rendere memorabili le proprie idee.

In fondo, le persone raramente ricordano ogni parola di un intervento.

Ricordano come quel messaggio le ha fatte sentire.

Ed è proprio lì che nasce la vera efficacia della comunicazione.

Il viaggio nel public speaking è appena iniziato.
E, come ogni percorso di crescita, il primo passo è sempre il più importante.

I quattro pilastri dello Speak Lab

Il miglioramento si ottiene attraverso un approccio strutturato:

01

Audio, luce, inquadratura e sfondo: cinque pilastri raccolti in una checklist da completare in sessanta secondi. Per renderla tangibile, abbiamo previsto un test prima/dopo in coppie — perché vedere la differenza in diretta vale più di qualsiasi spiegazione.

02

Un messaggio centrale, un “hook” che cattura l’attenzione nei primi dieci secondi, due o tre punti chiari e una chiusura che lascia il segno invece di svanire nel vuoto.

03

La pausa “sostitutiva” che elimina i riempitivi, l’enfasi sulle parole chiave, l’autorevolezza che si costruisce anche attraverso il silenzio giusto.

04

Discorsi reali, feedback strutturati secondo lo schema “due punti di forza più un’area di miglioramento”, versioni rielaborate. Ogni turno è un nuovo round; ogni feedback, una nuova consapevolezza.

Il format ha seguito una proporzione precisa: 30% teoria, 70% pratica.
Con molti esercizi, perché ogni persona arriva da un punto di partenza diverso e ha bisogno di mettere subito alla prova ciò che apprende.

Come possiamo aiutarti?

Lo Speak Lab è uno dei percorsi di formazione curati da Impact nell’ambito del Laboratorio Aperto Rimini Tiberio.

Per informazioni sulle attività di formazione e sviluppo delle competenze nel public speaking: